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    SCARICA FILM DEAGLIO - Comico, durata min. Continuando la navigazione confermate il vostro consenso all'utilizzo dei cookie. Nonostante le ipotesi di. sumodp.com ha deciso di pubblicare "Quando c'era Silvio", un film di Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio uscito in edicola in questi giorni. di Enrico Deaglio ecco la copertina e la descrizione del libro sumodp.com è un del libro che vuoi scaricare, il link per effettuare il download di di Enrico Deaglio lo e quelle dimenticate, in un collage di musica, idee, passioni politiche, libri, film. Patria di Enrico Deaglio ecco la copertina e la descrizione del libro vuoi scaricare, il link per effettuare il download di Patria di Enrico e quelle dimenticate, in un collage di musica, idee, passioni politiche, libri, film. È come guardare un film sulla nostra vita, in cui gli avvenimenti sono raccontati Patria è un saggio di Enrico Deaglio, che tratta della storia d'Italia.

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    Quando C'Era Silvio - Storia Del Periodo Berlusconiano [] Regia di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani So bene che non e' propriamente anarchico mettersi a dare consigli di voto a destra ed a sinistra ma credo che ci siano dei momenti di disgrazia paradossale nei quali tocchi tapparsi il naso ed andare a dare la nostra preferenza alla meno peggio delle parti. Ve lo sarete gia' sentiti dire centinaia di volte e ne avrete gia' le palle piene ma questa volta, se ce ne stiamo a casa, rischiamo di passare, come dicono saggiamente alla Malatempora , da un regime rosa, velato di nero, ad un regime nero come la pece che forse forse manterra' qualche sfumatura di rosa mediatico.

    Uno scenario da esilio immediato. O noi o loro. Anche perche' ormai, a noi, ci vogliono mettere in galera con qualunque scusa. Vi introduco quindi questo nuovo documentario sul nostro ducetto, da godere e soprattutto da diffondere a quelli che ancora hanno in testa solo "francia o spagna purche' se magna": un'ora e mezza di vergogna che mette l'accento sulla figura di Silvio Berlusconi, sul suo passato, le sue scalate, la sua ridicola discesa in campo, le sue amicizie mafiose, i "cavalli" del suo "stalliere", la sua megalomania, i suoi mausolei di marmo e le sue ville a prezzi scontati, i suoi debiti risanati alla facciazza nostra, dell'utri che deve stare in galera, i suoi "ragazzi di forza italia", il suo essere permaloso, i suoi insulti ai colleghi europei ed il suo paese dei balocchi.

    Pieno zeppo di assurde amenita' che ancora ignoravo e che, sinceramente, avrei preferito non avessero mai fatto parte della mia vita, men che meno nella triste figura dell'imprenditore in tacchi alti. Un documento spaventoso. Andrebbe semplicemente proiettato agli angoli di tutte le strade, assieme a Citizen Berlusconi ed a tutti gli altri film dei quali il cavaliere di arcore e' stato la musa.

    Ipotesi avvalorata dalla mancanza di dati ufficiali sul numero delle schede bianche, e dall'andamento sospetto dei dati ufficiosi ad esse relative.

    A causa del contenuto del film, la procura di Roma, pochi giorni dopo, ha aperto un'indagine contro Deaglio e Cremagnani per "diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico", ai sensi dell'articolo del Codice Penale. Il riconteggio si sarebbe poi esteso al resto d'Italia se i risultati avessero evidenziato scostamenti significativi rispetto ai dati proclamati ufficialmente.

    Nonostante le ipotesi di Deaglio fossero di brogli a favore di Forza Italia, anche Berlusconi appoggia la decisione del riconteggio, sostenendo l'esistenza di brogli, ma a favore del centrosinistra. Gli scostamenti riscontrati sono assolutamente fisiologici e non superano la normale percentuale di errore nel conteggio effettuato da organi provvisori, dotati di personale onorario che ha espletato mediamente con coscienziosità e scrupolo le funzioni attribuitigli dalla legge.

    Pertanto all'opinione pubblica, oltre che alla Giunta, va offerta - con piena sicurezza - la legittimità piena delle proclamazioni dei seggi del Senato effettuate in Sicilia all'esito delle elezioni del 9 e 10 aprile " [4].

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    Il 18 settembre la Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato ha terminato la procedura di revisione schede messa in campo il 6 dicembre , dopo la divulgazione delle tesi di Deaglio: "I Comitati di revisione schede costituiti per 7 regioni del territorio nazionale - ha affermato il Presidente della Giunta, Domenico Nania - hanno unanimemente riferito che, nel lavoro svolto, gli scostamenti riscontrati rispetto ai dati di proclamazione sono assolutamente fisiologici.

    Pertanto all'opinione pubblica va offerta con piena sicurezza la legittimità delle operazioni di voto del 9 e 10 aprile per il Senato". La ristrutturazione davanti all'autonomia operaia, a cura di, Milano, Feltrinelli, La banalità del bene.

    E' infatti improponibile l'ipotesi in cui in ogni seggio elettorale ci siano state persone che abbiano alterato il risultato: fortunatamente i seggi sono presieduti da rappresentanti di lista e forze dell'ordine.

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    E infatti questa tesi è improponibile e viene subito abbandonata da Deaglio e Cremagnani. Allora non resta che ipotizzare che i dati siano stati "truccati" durante il trasferimento telematico dalle varie prefetture al ministero degli Interni.

    Quindi, per dirla in breve, il baro sarebbe stato l'allora ministro degli interni Beppe Pisanu. L'ipotesi sembra essere più verosimile anche in considerazione degli strani comportamenti avuti da Pisanu in quella famosa notte: una prolungato e inspiegabile ritardo nella diffusione dei risultati, le interruzioni di comunicazioni con le circoscrizioni locali oltre ai 2 o 3 incontri sospetti che Pisanu ebbe con Silvio Berlusconi mentre doveva presiedere le operazioni di scrutinio.

    E allora cosa sarebbe successo? Secondo i due autori, un software installato probabilmente nel server centrale del ministero avrebbe modificato i dati provenienti dalle diverse prefetture. Più precisamente avrebbe spostato i voti "bianchi" in voti per "Forza Italia".

    E proprio grazie a queste tabelle riesce a fare un confronto con le passate elezioni e a verificare l'anomalo dato delle schede bianche. A questo punto si intuisce che le tabelle in possesso della giornalista siano quelle "falsificate", cioè NON quelle che riportano il numero esatto di schede bianche provenienti dalle prefetture, ma quelle in cui le schede bianche sono state modificate in voti per Forza Italia.

    Già, ma se hai in mano queste tabelle e vuoi verificare se il dato in esse contenute è effettivamente quello trasmesso dalle prefetture, cosa fai? Se sostieni che durante il passaggio dalle prefetture al ministero, i dati siano stati modificati illecitamente, come fai a dimostrarlo?

    E mi chiedo: perchè non lo hanno fatto? Non ci sono andati? No, non hanno fatto nemmeno una ricerca su Internet. Ma come è possibile? Dicono che nel passaggio dalla prefettura al ministero i dati siano stati "truccati", riescono ad ottenere i dati del ministero truccati e a quel punto non ti preoccupi di andarli a confrontare con quelli delle prefetture locali?

    Sarebbe la pistola fumante E invece i due cercano di dimostrare il broglio proprio utilizzando come prova la bassa percentuale di schede bianche: in altre parole usano l'indizio come una prova.

    Beh io c'ho messo dieci minuti per trovare i documenti sui vari siti delle prefetture. Ora si suppone che i documenti siano attendibili, a meno che non si voglia ipotizzare che un gruppo di hacker di Forza Italia sia penetrato nei diversi siti delle prefetture ed abbia cambiato anche i loro dati ufficiali.

    Statisticamente anomalo ma non impossibile. Bene, andiamo sul sito della prefettura di Benevento, Ufficio territoriale del governo. Le schede bianche dichiarate dalla prefettura di Benevento sono 4.

    Ma andiamo anche in un'altra provincia. Dopo 1 ora, 3 minuti e 57 secondi, il filmato mostra la seguente tabella: Guardate il dato di Cosenza perché questo è un caso singolare e divertente: 9.

    Qui effettivamente un errore di trasmissione c'è stato, ma in questo caso le schede bianche contate dal ministero sono addirittura aumentate!!!

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    Ancora in calabria con la provincia di Reggio Calabria. Nella tabella di sopra risultano 5. Quindi anche in questo caso non c'è stata nessuna manipolazione durante la trasmissione dei dati dalla prefettura al ministero. Passiamo alla Sicilia. Anche il trasferimento da Caltanissetta a Roma ha funzionato correttamente.

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    Abbandoniamo il sud, per verificare se al nord le cose stanno diversamente: Provincia di Brescia. Il documento è firmato dall'unità di Staff Statistica, che non credo sia andata a prendersi i dati delle elezioni dal ministro degli interni, avendoli già a disposizione nel proprio comune.

    Ad ogni modo a pagina 9 viene riportata la seguente tabella: Le bianche sono 7. Beh le ricerche che ho fatto non hanno mostrato nessuna incongruenza. Non ho visto i dati di tutte le prefetture perché dopo averne verificato una decina ho ritenuto di avere prove sufficienti per ritenere infondate le ipotesi di Deaglio e Cremagnani che vogliono che ci sia stata manipolazione dei dati nel passaggio dalle circoscrizioni locali al ministero.